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Gesuiti News
CeFAEGI
Centro di Formazione per l'Attività Educativa dei Gesuiti d'Italia

La relazione sintetizza e in qualche passaggio completa la presentazione compiuta  al Seminario su “La ricostruzione della Compagnia di Gesù, nutrire la memoria per rigenerare l’azione nel presente”, Messina 24-26 settembre 2014,  integralmente basata su illustrazioni di slides.

Ignazio accettò di narrare il suo cammino spirituale quando si convinse che la propria esperienza spirituale poteva avere un significato per altri. Nel  racconto si presenta in terza persona e per lo più designato con il nome di “pellegrino” come colui che è in continuo stato di discernimento e di ricerca della volontà di quel Dio che lo guida sui cammini della storia come un Maestro. In questo testo, semplice e profondo, troviamo le radici spirituali  della pedagogia ignaziana a cui sempre fare riferimento.

Un documento frutto di quattro anni di incontri e consultazioni effettuate in tutto il mondo. CAESJ è un testo di riferimento che “concerne i gesuiti, i laici e gli altri religiosi che operano nelle scuole della Compagnia; esso si rivolge ai docenti e non docenti, ai genitori e ai dirigenti di queste scuole. Tutti sono invitati ad un lavoro comune perché la tradizione ignaziana, adattata ai nostri tempi, sia più efficacemente presente nella vita della scuola e ne determini gli orientamenti di base e la prassi quotidiana.” Da CAESJ n° 11.

«La riflessione per noi deve sempre partire dall’esperienza». La frase è lì, a pagina 118. L’avevamo già letta, nella famosa intervista a Civiltà Cattolica. Ma ora che quel testo torna in circolazione sotto forma di libro (La mia porta è sempre aperta, Rizzoli, 162 pagine, 12 euro), con un apparato che ne approfondisce contesto e background, riprenderla assieme a padre Antonio Spadaro, 47 anni, direttore della rivista della Compagnia di Gesù, esperto di web e di letteratura e «secondo gesuita più famoso al mondo», come lo hanno ribattezzato dopo lo scoop di quel dialogo svolto in tre tappe e pubblicato in contemporanea in tutto il mondo, diventa l’occasione per approfondire questo tema. Fondamentale, per seguire il Papa. E per leggere anche la Evangelii Gaudium, per rendersi conto del perché «non si può perseverare in un’evangelizzazione piena di fervore se non si resta convinti, in virtù della propria esperienza, che non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo» (266).

Lettera del P. Superiore Generale Peter-Hans Kolvenbach. “Senza di voi e senza la vostra collaborazione, l’apostolato della Compagnia non potrebbe offrire alla Chiesa, al popolo di Dio, un servizio così efficace”.
La lettera del P. Generale dei Gesuiti risale all’anno ignaziano 1991, ma esprime con forza e chiarezza il senso di gratitudine della Compagnia e il valore della cooperazione tra laici e gesuiti nelle istituzioni al servizio della chiesa.
Si tratta di una sintesi efficace del “messaggio ignaziano ai laici”, per comprendere che la spiritualità ignaziana “è un dono che appartiene a tutta la Chiesa e penetra sempre più e si diffonde tra voi, laici, con risultati eccellenti”.

Jesuit Conference Board, Milwaukee, Wisconsin, 2000. Il testo fa riferimento alla realtà delle scuole dei gesuiti negli Stati Uniti. Evidenzia tuttavia i tratti distintivi che accomunano il modo di procedere delle scuole della Compagnia di Gesù, coerentemente con i propri princìpi ispiratori.

Inseriamo in Allegato il documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica che porta la data dell’8 settembre 2007 e il commento di P. Spadaro in La Civiltà Cattolica 2008 I 273-277 quaderno 3783 (2 febbraio 2008).Educare insieme nella scuola cattolica, missione condivisa di persone consacrate e fedeli laici: oltre ad essere il titolo di un recente documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica 1, sembra essere un programma o, meglio ancora, la definizione di un compito. Il testo è molto ricco e propone una vera e propria «visione» ampia della scuola cattolica. Quando si parla di scuola, oggi più che mai, c’è bisogno di prospettive ampie e aperte, perché il rischio è di cadere in tecnicismi che, seppure a volte necessari, rendono i discorsi sull’educazione asfittici e privi di anima……In Educare insieme la scuola è intesa come luogo di incontro, una sorta di piazza nella quale confluiscono e si incrociano persone che instaurano tra di loro relazioni di «forte condivisione» (n. 2): studenti, docenti e genitori. È un luogo di comunione in cui prende forma una vera e propria comunità educativa, «costruita sulla base di valori progettuali condivisi» (n. 5)

Documento che illustra il Paradigma Pedagogico Ignaziano. Viene proposto il secondo dei Documenti elaborati negli anni 1980-90 e proposti all’intera Compagnia di Gesù impegnata nel campo dell’educazione. Il Documento contiene anche l’intervento di presentazione ai Docenti da parte del P. Generale P. Peter-Hans Kolvenbach: PEDAGOGIA p. PRATICA (PPI) COMPLETO.

Don Ciotti ai maturandi: “Nell’oggi caratterizzato dall’incertezza sui valori e da una crisi culturale e spirituale, la scuola cattolica vuole essere luogo credibile, nel quale costruire relazioni di vicinanza e sostegno alle generazioni, di rapporti umani autentici…”

Diffusa la Nota pastorale della Commissione per l’educazione cattolica.

Il CeFAEGI presenta il testo di Cecilia Ramal, tradotto da P. MARIO DANIELI. Si tratta di una finzione letteraria, scritta prendendo in considerazione gli Esercizi Spirituali e altri testi riguardanti l’apostolato educativo della Compagnia di Gesù. Un invito e un incoraggiamento a vivere in pieno la propria missione di educatore: un “compito arduo e bello”.